Bere delle uve il nettare
Sentire finalmente senza pelle la vita
Il giorno che morirò
Che tutti ridano e cantino

Compagno di notti e di giorni
Ascolta fugace le note del sarod
Sino ad allungare la voce fino alla tua voce

Contro un cielo limpido
Si proiettino strofe della nostra vita
Geroglifico bello e impreciso al tempo stesso

Il giorno in cui morirò
Che vi sia musica klezmer
E una festa e un ballo
Come fosse un matrimonio

Sino ad allungare la mano fino alla tua mano
Entrerò nell'alba felice dopo tutto
Che l’inevitabile mi attragga fino al suo letto

da La vida a sorbos, dal volume La mirada desobediente.
Editorial Devenir, Madrid 2014


Traduzione: Erminio Corti

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