Litania della paura

Ho paura e non dovrei
poiché so come scalare il cielo
le nuvole in cui si impigliano gli uccelli
le risate delle farfalle

Ho paura e non dovrei
poiché conosco i discorsi della luce
però fa freddo e di notte
è tutto denso verticale e tagliente

Ho paura di essere due e nessuno
di stare sempre da sola al tuo fianco
ho paura di queste mani
di questo braccio di questa spalla
e questa voce all’altro lato del telefono
lava pura nello stomaco di quest’oceano

Mi hanno insegnato a pensare all’infinito
mi hanno svelato gli arpeggi del silenzio
ho paura però di me stessa
nemico alla mia pelle cucito
che mi accompagna ogni giorno
come una lingua morta
come un’ombra avara
come un padre nostro

Ho paura ed è giorno ormai

Traducción de Giuseppe Napolitano en La mirada desobediente

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